
Il vincolo culturale apposto su un edificio non si estende automaticamente anche alle parti interne allorché l’Amministrazione non abbia fornito alcun elemento concreto atto a giustificare ragionevolmente la sussistenza di un interesse culturale riferibile agli interni dello specifico immobile (Cons. Stato, sez. VI, 30.09.2025, n. 7637).
Il caso di specie La vicenda, in breve, è la seguente:
- l’Amministrazione competente dichiara di interesse culturale particolarmente importante alcuni immobili di pregio siti in Milano;
- la Società proprietaria di uno degli immobili impugna il decreto di apposizione del vincolo, evidenziando, tra le altre cose, che non vi sarebbe stata necessità di sottoporlo a vincolo anche con riguardo al suo “interno”, in quanto si tratterebbe di immobile ricostruito a seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e adibito nel tempo a “diverse destinazioni d’uso”
- il Tar adito respinge il ricorso.
Nel merito L’appello della Società trova accoglimento limitatamente all’estensione del vincolo alle parti interne dell’edificio:
- il Decreto di vincolo e la relazione storico-artistica non hanno fornito alcun elemento concreto atto a giustificare ragionevolmente la sussistenza di un interesse culturale riferibile agli interni dello specifico immobile di proprietà dell’appellante;
- l’appellante ha invece dato atto dei numerosi interventi che hanno interessato le parti interne al fine di adattare il fabbricato ai diversi usi che si sono succeduti nel tempo.







